E crescendo impari....

Uno spazio libero dove poter scambiare emozioni e pensieri più o meno profondi. Un luogo dove essere autentici!
domenica, 18 maggio 2008

Senza voce

Uffa! Wile-E-Coyote-Magnet-C11754810

Da stamattina sono senza voce o meglio ho una voce mista tra lo stridulo ed un personaggio di un horror.

Mio padre non mi sente quando gli parlo. Allora è vero che non sente bene le frequenze basse!

Mio fratello mi prende in giro se provo a parlare. O si diverte a farmi incavolare, guardando la mia faccia frustrata perchè non posso urlargli contro come faccio di solito.

Mia madre appena provo a parlare mi dice di stare zitta altrimenti non guarisco.

Un mio amico mi ha chiamato al telefono e appena ho risposto si è terrorizzato, pensava fossi in fin di vita!

A pensarci bene anche il compagno di mio fratello dev 'essersi preoccupato quando gli ho risposto al telefono.

Uffa! Rivoglio la mia voce.....Anche perchè qui sembrano tutti contenti che sto zitta per un pò.

Appena mi riprendo mi sentono......

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categorie: vita quotidiana
sabato, 10 maggio 2008

Parole taglienti

rosa

In fondo ho capito che le parole che riescono a ferirmi di più sono quelle dette senza nessuna intenzione di attaccarmi. Mi sento travolta da quelle parole che escono con naturalezza dalla bocca di chi le pronuncia. Parole spontanee, innocue, naturali, banali per chi le pronuncia. Parole che a me arrivano come pugni allo stomaco. In fondo credo dipenda dal fatto che non c'è nessuna corazza verso la spontaneità degli altri, davvero nessuna. Contro la cattiveria ci si può corazzare, si può alzare lo scudo e parare il colpo. Contro la spontaneità di chi ti sbatte in faccia la sua verità, no. Perchè non sai cosa sta per dire. Perchè ti senti tranquilla, perchè non ti prepari nessuna difesa. Ed il colpo arriva dritto allo stomaco, proprio perchè non te l'aspettavi e non hai potuto difenderti. E la cosa assurda è che non se l'aspettava nemmeno la persona che te l'ha sferrato il colpo di farti del male. Perchè di una cosa sei certa. Quella persona non voleva colpirti. Quelle parole le ha dette come ne dice tante altre ogni giorno. Senza nessuna cattiveria.

Sto ancora cercando di capire come difendermi dalla spontaneità degli altri. Forse farei bene a trasformare quello che io ho vissuto come ferita in un confronto, in uno scambio. Perchè alla fine il dolore arriva solo perchè ci si aspetta e si pretendono cose incredibili da chi non può dartele. Perchè non è lì per questo. Perchè non è il suo compito. Perchè non vuole farlo. Allora bisognerebbe direzionare le proprie aspettative e le proprie pretese verso chi può soddisfarle. Ma non è poi così semplice, almeno per me.

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categorie: riflessioni, speranze, inquietudine
venerdì, 09 maggio 2008

Ieri e oggi

attesa

Mio fratello adolescente mi ha raccontato di una gita scolastica appena fatta. Io lo ascoltavo divertita. Riuscivo a cogliere molte sfumature, molti stati d'animo. In fondo non sono passati moltissimi anni dalle mie gite scolastiche. Che strana età l'adolescenza! Vedi tutto così grande, enorme, privo di sfumature, terribilmente nero o stupendamente bianco. E' la fase in cui ci si affaccia al mondo, in cui si esce fuori dalla famiglia. Primi confronti con gli altri, durissimi. C'è sempre qualcuno migliore di te. Eppure in famiglia ti avevano detto che eri tu il migliore. E magari il migliore diventa il tuo idolo, quello a cui vorresti assomigliare, quello a cui t'ispiri nel vestirti, nello scegliere la musica da ascoltare o le frasi da pronunciare. A volte ti senti un dio, basta solo che qualcuno ti faccia un complimento. Altre volte ti senti  uno schifo, basta solo che qualcuno ti prenda in giro.

In gita la notte non si dorme, si fa casino. Non importa se il giorno non si riesce a stare in piedi. La notte chi dorme è scemo, chi no è scaltro. In fondo c'è la voglia di stare insieme sempre, di scoprirsi in ogni momento. La notte è anche il momento del buio, del mistero, delle cose proibite che si possono fare insieme. E poi ci sono le cotte durante le gite. C'è sempre qualcuno che ti piace. A volte nascono delle storie. Ne conosco una che è nata in questo modo e dura ancora adesso.Guardando le foto di mio fratello ho individuato di chi mi sarei infatuata se avessi avuto 16 anni e fossi stata io a quella gita. Si, decisamente avrei perso la testa per il tipo biondino un pò ribelle bravo con la chitarra.

Il racconto di mio fratello mi ha fatto fare un tuffo nel passato. No, non vorrei tornare indietro. E' durissima essere adolescenti ed io il mio l'ho già dato. Ho pianto fino a pensare di morire per qualcuno. Ho affrontato i confronti, le sconfitte, le delusioni, le invidie. Ho vissuto anche la spensieratezza di quell'età. E adesso?

Adesso nonostante siano passati solo 10 anni molte delle cose enormi di quell'età mi fanno solo sorridere. Adesso non voglio più somigliare a qualcuno, alla mia amica che aveva tutti ai suoi piedi. Adesso non voglio più avere tanti corteggiatori (per carità i complimenti servono sempre!). Adesso non voglio essere magra come un grissino ed annullare le mie forme pronunciate. Adesso non voglio più rompere con i miei genitori definitivamente. Adesso non voglio più la maglia o le scarpe alla moda, uguali agli altri. Adesso voglio solo curare il mio corpo e stare bene con me. Che poi il mio aspetto fisico sia gradevole per qualcuno è una bella cosa, ma non è lo scopo della mia esistenza. Adesso le mie forme pronunciate sinceramente me le tengo strette. Adesso voglio essere Debora e per fare questo mi sto impegnando per conoscermi a fondo e per dare voce ad ogni parte di me. Adesso non vorrei mille corteggiatori, mi basta una sola persona con cui condividere, stare bene  e sorridere. Adesso adoro i miei genitori (con tutta l'ambivalenza che c'è nei sentimenti intensi) e se trovassi casa e lavoro nella mia città sarebbe il massimo. Adesso non voglio più spaccare il mondo, ma semplicemente trovare anch'io il mio posto nel mondo.

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categorie: riflessioni, ricordi, speranze
martedì, 06 maggio 2008

Il mio augurio

ELE

Sarà che stasera mi prende male. Sarà che continuo ad ascoltare "Two sunsets" di Einaudi e sono immersa in un'atmosfera che solo certe melodie sanno creare.  Sarà che sono una sognatrice patologica. Sarà che nonostante tutto credo all'amore ed alle emozioni intense che ti può regalare.

Una volta una cara amica mi lesse un pezzo tratto da un libro. Lei l'aveva annotato su un suo diario. E me lo lesse dicendomi "sono sicura che ti piacerà".  Ed infatti non si sbagliava. Lo rilessi più e più volte. E lo ricopiai. Lo scrissi anche in un biglietto di auguri ad una persona cara. E adesso lo voglio postare. E' l'augurio di un genitore alla propria figlia. Io lo dedico a tutti, a tutti quelli che hanno voglia di sognare, sperare. A chi guarda la profondità delle cose, a chi sa amare o almeno ci prova. A chi crede nelle emozioni autentiche e nei sentimenti. A chi come me ci vuole riprovare, nonostante tutto. A chi si dona all'altro in maniera autentica, senza sotterfugi ed inganni. A chi crede all'intensità dei momenti e non al per sempre. A chi soffre per essere stato se stesso. A chi come me fa una fatica enorme a separarsi da certi ricordi e da certe emozioni. A chi spera che "la prossima volta sarà diverso".  A chi sa capire quando di fronte a se ha una persona autentica e preziosa. E fa di tutto per non farsela scappare.

IL MIO AUGURIO

Un giorno, non puoi sapere quando, mentre sei al volante della tua auto, prenderai la direzione sbagliata. E in fondo alla strada lui sarà lì. Quell'uomo rappresenterà una città ai tuoi occhi. In lui troverai negozi e ristoranti, il teatro dell'opera, una squadra di baseball. Forse ci sarà una prigione o un ospedale. Ci sarà tutto ciò di cui hai bisogno. E quando avrai trovato quel luogo, questo luogo meraviglioso, non vorrai vivere in nessun altro posto. Parcheggia la tua auto e fermati. Perchè questa città per te sarà una casa.  Una casa diversa da tutte quelle che hai conosciuto, la più casa di tutte le case.E poi troverai l'amore. E il dolore. Troverai la ricchezza e la povertà, la salute e la malattia, ogni cosa insomma. Questa è la città più grande di tutta la terra. E per te, se sarai davvero fortunata, sarà anche l'unica, il posto in cui nascerai per la prima volta, il posto in cui morirai e in cui avrai vissuto tutto quello che c'è in mezzo.

Da "Frammenti di una storia d'amore " Gabrielle Zenin.

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categorie: riflessioni, amori, speranze, inquietudine
domenica, 04 maggio 2008

Oscillazioni

onda

Improvvisamente un click. Troppe emozioni, troppe informazioni che arrivano a disturbarti, a farti sentire come tante volte ti sei sentita. Dentro di te un groviglio, un impeto di rabbia per il dolore che provi di nuovo, ancora una volta. La confusione, il non riuscire ad individuare l'intrecciarsi dei fili dei tuoi pensieri con emozioni annesse. Un attimo di buio. Di sconforto. Di smarrimento. Ma poi la luce. La capacità di vedere altro. La possibilità di guardare oltre. Il saper ridimensionare. Il saper distinguere il mio dal resto del mondo. La forza di dire "stavolta è diverso" ed io ce la posso fare.

E poi quel senso di smarrimento, che è la chiave di tutto. La paura di sentirsi soli, di sentire che non sei nei pensieri di nessuno. Quel vedersi come una barchetta in mezzo all'immensità del mare. E non riuscire ad individuare nessun punto fermo, davvero nessuno. Sentire la solitudine e  la fragilità. Sentire che l'unico che ti pensa costantemente sei solo tu stesso. Tu sei al centro dei tuoi pensieri e di nessun'altro. E devi combattere col tuo sentirti smarrita. Devi esaminare la realtà. Devi ragionare. E non cadere preda delle tue paure irrazionali. Devi fare delle tua fragilità una forza. E un pò ce la fai. Ed è bellissimo. Un pò hai sempre quel grande desiderio che qualcuno prenda la tua testa tra le sue mani e con fare rassicurante ti dica " stai tranquilla, è tutto a posto". Ed è bello anche questo. Perchè in fondo da soli non ci si riesce. Non completamente.

E la vita va avanti. Oscillando tra momenti di buio e momenti di luce, momenti di paura e fragilità e momenti di ottimismo e di forza. Credo nn si possa prescindere da tutto questo. Perchè forse tutto questo è vita.

".......Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire......"

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categorie: riflessioni, speranze, inquietudine
venerdì, 02 maggio 2008

Io uccido

Questo libro mi ha rapito, coinvolto, stregato. Love_Is____by_trinity_77

Ho vissuto la storia narrata riuscendo ad udire le voci, percepire le emozioni, sentire gli odori  e vedere i paesaggi.

La storia mi ha coinvolto al punto che ci pensavo anche quando non leggevo, al punto che pensavo ai personaggi quasi come se li conoscessi, come se avessi visto un film.

La trama mi ha rapito al punto che ho trascorso un giorno intero a leggerlo col solo intento di finirlo, totalmente estraniata dal mondo.

E non è solo una storia. E' vita, realtà. Sono emozioni che si intrecciano, sono vite che s'incontrano. E soprattutto sono dolori atroci che si manifestano ognuno con modalità diverse, più o meno sane, sensate o folli. Ma è una storia di dolori. E di modi per mettervi fine.

".....Tutti siamo chiusi in una prigione. La mia me la sono costruita da solo, ma non per questo è più facile uscirne.....L'unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco. Puoi andare a casa e spegnere la tua mente e ogni sua malattia. Io no. Io di notte non posso dormire, perchè il mio male non riposa mai. E allora tu che cosa fai di notte per curare il tuo male? IO UCCIDO....." (Giorgio Faletti, "Io uccido")

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categorie: libri
sabato, 26 aprile 2008

Aria nuova

aria nuova

Nuove sensazioni, nuove emozioni.  Difficile nominarle, descriverle, definirle. Difficile afferrarle, immortalarle, perchè scorrono, si fanno strada, si muovono. Non sono emozioni forti, travolgenti. Ma sensazioni sottili, quasi mute, lente nel loro scorrere, lente ma vere, presenti. Sono emozioni positive, emozioni di un cambiamento, emozioni di un nuovo che si lascia intravedere. E se mi fermo ad ascoltarle mi vengono le lacrime agli occhi. Perchè sento, assaporo la libertà , la consapevolezza, tutto quello che ho sempre desiderato. Sento la fatica che ho dovuto sopportare, ma anche la forza che ho avuto. Le lacrime scorrono, ma anche le lacrime sono nuove. Lacrime consapevoli, lacrime che fanno bene e non lacrime inspiegabili. Lacrime belle.  Ammetto di avere un pò paura di sentire queste cose nuove. Paura, ma anche forza e coraggio di ascoltarmi. Paura di scoprire che è un inganno, ma anche capacità di riconoscere che "adesso" è questo che sento. Di sicuro tra qualche giorno non sarà più così, perchè le emozioni scorrono, mutano, cambiano. Ma "adesso" è questo che sento e per quanto so di aver scritto un post forse strambo ed incomprensibile, avevo voglia di catturare queste sensazioni. E di condividerle ancora una volta.

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categorie: riflessioni, speranze
sabato, 19 aprile 2008

Mi piace

normal_Winnie l__ourson

Da un pò di giorni mi hanno coinvolto in una catena da blog. Ed io continuo a rimandare di eseguire questo compitino assegnatomi da Cetty. In realtà non riesco a raccogliere le idee. Devo scrivere le sei cose che mi piacciono di più. E'difficile, veramente. A tratti mi sembra di avere duemila cose da scrivere, a tratti invece non me ne viene in mente neanche una. Adesso basta. Mi lancio.

Mi piace.........

1) Guardare il mare, anche se è in tempesta.

2) Ascoltare la mia musica preferita durante i viaggi

3) Nuotare quando la piscina è deserta

4)Coccolare i bimbi

5) L'odore del cocco

6) Sognare che un giorno la mia vita sarà esattamente come lo desidero

Dovrei anche nominare altra gente, ma faccio la sovversiva e non nomino nessuno.

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categorie: catene
mercoledì, 16 aprile 2008

Porte

"Si chiude una porta e si apre un portone". porta

Tante volte mi sono sentita dire questa frase, molte volte non è stata veritiera. Oggi si! E da una parte sono strafelice. Sicuramente non è un portone quello che mi si è aperto, ma una porticina. E' una porticina importante, soprattutto per me. E' una porticina aperta che mi lascia sperare, intravedere, progettare. Da domani sarò felice di questa porticina, la riuscirò ad apprezzare. Oggi no. Oggi non ce la faccio

Oggi la mia mente rimane ancorata alla porta chiusa, all'ennesima partita persa. Il mio sguardo si posa là, non posso farci niente. Perchè ho creduto, sperato, perchè mi sono impegnata, ho fatto tutto quello che potevo (anche se poi so che avrei potuto e forse dovuto fare di più). Perchè avevo bisogno che si aprisse questa porta, proprio questa. Per me, per riconciliarmi col mio passato, per dare un senso alle mie scelte (sempre ammesso che siano state scelte!) passate. E so che anche quella che è rimasta chiusa, in fondo, è  solo una porticina. Ma io sognavo già di attraversarla e di attraversare proprio questa. Ed era un gran bel sogno. E mi arrabbio. E mi rattristo.

Da domani guarderò alla mia porticina aperta. E mi sentirò più contenta.Oggi la mia mente non ce la fa.

P.S.  Prescrivo a tutti coloro che si sentono tristi, scarichi o pessimisti la canzone "Funky Bahia" di Mendes. Ottimo antidepressivo, davvero.

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categorie: riflessioni, lavoro, speranze
sabato, 12 aprile 2008

Post dedicato

bimobo eorsacchiotto

So come ti senti. E mi dispiace!

So che ne avevi bisogno, che avevi bisogno di questa esperienza. Lo so perchè, a volte, penso che ne avevo bisogno anch'io. E forse non era la cosa "giusta" ma a volte si è stanchi di fare sempre le cose giuste. A volte si vuole anche sbagliare, seguire l'istinto e assecondare i propri bisogni, quelli più profondi e forse più fragili. Ma che importa? A volte fa bene anche far finta di non sentirla la propria fragilità. A volte fa bene anche pensare che le soluzioni possano arrivare dall'esterno. Anche se sono momentanee. Anche se non sono soluzioni reali. A volte va bene anche godersi l'attimo, sull'onda di un momento. Perchè poi il momento passa. Mi hai detto "era questo il momento" ed io lo capisco, eccome se lo capisco. Perchè anch'io ho avuto il mio momento, almeno così credo a volte. Io non ho avuto l'incoscienza, l'insanità di coglierlo. Ed ancora una volta ho fatto la persona sana, brava, giudiziosa, che pensa al dovere, a cosa è giusto per gli altri. Ma in fondo so che era giusto anche per me non cogliere quel momento. Almeno per una parte di me.

 Ero felice che tu stessi assecondando la tua parte "insana", i tuoi bisogni fragili. Ero felice che qualcuno, a differenza di me, agisse sull'onda del momento. Una parte di me era felice e concorde.

Ed è per questo che mi spiace che sia andata così. E' per questo che so, immagino come ti senti. E mi sento male anch'io perchè mi spiace sentirti così. E perchè evidentemente faccio ancora i conti con la mia di esperienza e con i miei momenti.

Ti starò vicino. Anche se so che a volte, in questi momenti, non è la vicinanza che si vuole. Ma ti starò vicino anche solo mentalmente. E ti voglio bene. Ed io a volte mi consolo così, pensandola come Baricco....

"Accadono cose nella vita che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita ti risponde"

postato da Psicodebby81 alle ore 18:36 | link | commenti (11)
categorie: riflessioni, amicizie