
Succede, all'improvviso, che non ci capisci piu' niente. La testa comincia a girare e, a tratti, ti manca il respiro. Succede che senti che ti stai fondendo con un'altra persona. Ed è un'esperienza che non si può descrivere nè spiegare. E' un'esperienza meravigliosamente spaventosa. Senti che non ci sono regole nè garanzie, senti che stai navigando in alto mare e non sai cosa ti può accadere.
Ma senti che questo viaggio che stai intrapredendo è il piu' bel viaggio che tu abbia mai fatto nella tua vita. E non importa se hai paura, non importa se non hai la minima idea di dove cavolo stai andando. Senti che tu lo vuoi fare questo viaggio perchè quello che vivi ogni giorno è così bello che vale la pena rischiare.
Succede di sentire che il tuo mondo non è piu' chiuso e isolato ma è assolutamente fuso e confuso con quello di un'altra persona. Le tue emozioni sono le sue e viceversa. Succede di stabilire un contatto e una vicinanza che a volte sembra quasi una meravigliosa unione. Succede di sentire la tristezza x un passato che non ti appartiene e succede di desiderare di fare un salto in questo passato x proteggere chi adesso ti sta accanto.
Succede di sentirsi fortunati e ricchi come nessun altro. Succede di avere la sensazione di avere per le mani una pietra preziosissima da custodire con cura e da imparare a scoprire ogni giorno. Succede di provare una tenerezza smisurata. Succede di voler ringraziare qualcuno per questo dono. Succede di pensare che non credevi potesse accadere. Succede di chiedersi che fine hanno fatto le tue corazze e le tue gabbie.
Succede che il tempo e lo spazio non esistono piu'.
Succede di piangere dalla gioia per tutto questo .

Domani sarà il mio 28esimo compleanno.
Sono serena. E felice. Si, felice!
La mia vita è tutta da costruire, devo ancora faticare tanto per raggiungere i miei obiettivi. E chissà se li raggiungerò. Chissà quante altre volte cambierò obiettivi. Chissà quante delusioni e rifiuti riceverò ancora.
Ma sono felice. Felice di essere quella che sono. Esattamente così. E per la prima volta nella mia vita, credo, il giorno del mio compleanno io non voglio essere altro che me. Con tutte le mie imperfezioni che mi rendono comunque unica. Se guardo al passato mi accorgo di quanto ho costruito dentro me, di quanti lati oscuri sono riuscita ad illuminare. Ed è bellissimo. Mi accorgo soprattutto di quanto i miei bisogni immaturi stiano sempre più lasciando spazio a desideri. Xkè non si può smettere di desiderare. Ed io non lo farò mai. Ma con i miei desideri riesco a trovare l'equilibrio. I bisogni invece mi confondevano e mi facevano male.
Domani mi vivrò il mio giorno. E le attenzioni che riceverò. Ed ognuna di esse sarà bella per quello che è. E sorriderò per chi puntualmente dimenticherà di farmi gli auguri. Per chi mostrerà meno di quello che vorrei. E prenderò quello che l'altro, chiunque sia, sa e vuole darmi. E non avrò pretese. Ma solo sorrisi. E se avrò voglia di qualcosa in più sarò io a chiedere. xkè ho imparato a chiedere e per me è una grande conquista. Ho imparato a fare in modo che i miei desideri si realizzino e non ad aspettare che qualcun'altro mi legga il pensiero e li realizzi per me. E proverò ad esprimermi per quella che sono. E proverò ad assaporare ogni attimo, unico ed irripetibile. E proverò a vivere e a ricordare con un sorriso quella finestra a cui sono stata affacciata per troppo tempo.
Mi sa che sono cresciuta sul serio.....
Auguri a me!

Chissà perchè sono cresciuta con l'idea di dover dissimulare e nascondere le mie emozioni. Chissà perchè ho sempre visto il manifestare quello che realmente provavo come una grande minaccia e un grande pericolo. Chissà perchè per tantissimo tempo non ho capito cosa significa condividere. Lasciare una porta aperta al mio mondo interno, lasciarmi toccare ed attraversare da quello che l'altro mi comunica. Chissà perchè ho creduto di non volerlo fare. Chissà perchè mi sono convinta che la mia forza stava proprio nella mia capacità di mettere dei paletti attorno a me ed impedire a tutti di oltrepassarli. Chiunque essi fossero. Per qualunque motivo volessero oltrepassarli.
Ognuno di noi ha la propria storia. E tantissime gocce nella mia storia hanno fatto si che io mi costruissi uan corazza ed un recinto che mi proteggesse dagli altri. Come se dalle relazioni e dalle emozioni ci si dovesse proteggere e difendere ad ogni costo.
Adesso sto capendo un mondo di cose. Adesso mi guardo dentro e vedo un universo di cui non mi ero mai accorta. Solo adesso vedo tutto quello che ho sempre messo in atto. Solo adesso mi accorgo del recinto, dei paletti e della corazza. E mi chiedo come ho fatto in tutto questo tempo a vivere così. E mi chiedo se le scoperte su di me sono finite o se ne farò ancora delle altre.
Comunque sia adesso so che non voglio piu' "ingoiarmi" le emozioni. Non voglio piu' sentire la rabbia, la tenerezza, la passione , il fastidio e quantaltro e ributtarle giu'. Non voglio piu' dissimulare elegantemente come ho imparato a fare anche abbastanza bene. Non voglio vergognarmi di sentire qualcosa verso una persona. Chiunque essa sia. E qualunque sia l'emozione. E soprattutto non voglio censurarmi nel comunicare all'altro quello che sento. Con i miei modi. Un pò timidi, un pò goffi, forse un pò infantili. Ma nn voglio piu' fingere di provare una cosa piuttosto che un'altra. Non voglio piu' allontanarmi da chi mi trasmette emozioni positive per paura di sentirmi troppo vulnerabile. Voglio imparare a saper prendere quel pizzico di benessere che alcuni possono darmi senza spaventarmi di non poterne piu' fare a meno.
Voglio saper farmi leggere dentro con tutto quello che ne comporta. Perchè so che almeno qualcuno troverà che ne è valsa la pena . E soprattutto perchè so che aprire il mio mondo agli altri fa provare delle cose e scoprirne delle altre. Ed è un'esperienza che sto cominciando a fare. E che mi fa sentire così bene che non voglio piu' smettere.

Ho come la sensazione che una parte di me sia andata via con il 2008. E non so se è un bene o un male. Credo che solo con il tempo lo capirò . Penso alla parte di me sognatrice. Sognatrice patologica direi. E credo che stia ormai svanendo sempre più. L'altra sera guardavo le foto della mia laurea. Quanti sogni, quante speranze, quante aspettative. Io credevo che dopo la laurea nella mia vita ci sarebbero state solo discese o comunque piccole salite intervallate da discese. Io credevo che sarei diventata qualcuno. Qualcuno d'importante. Io credevo che avrei spiccato il volo. Credevo che finalmente il mondo si sarebbe accorto del mio valore. Io lo credevo sul serio. Non so con che diritto e non so con quanta presunzione ma lo credevo. Invece niente ma proprio niente è andato come desideravo, come sognavo. Ho trovato solo porte chiuse e salite ripide. Ho attinto a tutte le mie forze e risorse ma ultimamente mi sono sentita sfibrata, sfiduciata, esausta. Io ho capito che avevo solo sognato. Che non avevo forse mai ben considerato i dati di realtà. Sia della realtà in generale che della mia realtà.
Per troppo tempo la mia mente si è ostinata a voler prendere in considerazione solo ed esclusivamnete una persona. Ho creduto fosse perfetta e soprattutto perfetta per me. Ancora una volta ho creduto che la perfezione avesse potuto far pare della mia vita. Che me lo meritavo. Che doveva andare così. E nonostante abbia tenuto il freno a mano, troppe volte ho voluto vedere dell'altro in gesti che erano fatti con assoluta casualità. E nonostante sapevo che dall'altra parte non c'era niente ho voluto convincermi che invece ci sarebbe potuto essere qualcosa. Con che diritto poi. Adesso sento che non è più così. Sento che so che non è così. Sento che il freno a mano è ben saldo. Ma sento anche che ho paura di ricadere in questo mio "sintomo". Ho paura di continuare a tenere occupata la mia mente con una persona che esiste solo nella mia fantasia. Almeno così come io la vorrei esiste solo lì. Ho paura di continuare a rapportare gli altri a lui. Ho paura di continuare a dargli uno spazio nella mia vita troppo grande che non può e non deve avere. Ho paura di continuare a sentire delle emozioni per qualcuno che , per quanto io mi sforzi di pensare il contrario, non mi ha mai vista. Ho paura che rimanere aggrappata a questa persona non mi permetta di fare spazio ad altro. Ed io voglio altro. Voglio la realtà. Voglio emozioni e sensazioni reciproche. Voglio essere vista.
Sento che non ho più i mie sogni. E mi fa male tutto questo. Perchè sognare è qualcosa che mi ha accompagnato per tantissimo tempo. E che probabilmente mi ha permesso di mantenere una sorta di speranza e fiducia nel futuro. Sento che devo e voglio separarmi da quella parte di me. E sento che lo sto già facendo. Ho capito che devo fare spazio. Spazio a nuove cose. Cose reali. Concrete. Non ideali e patologiche. Sento che devo fare spazio ad una nuova immagine di me, del mondo e della mia vita. Forse solo così troverò la serenità. Ma sento anche un profondo dolore per tutto quello che avrei voluto essere e che probabilemente non sarò. E per tutto quello che avrei voluto avere e non avrò. E sento anche che in questo momento ho solo un grande vuoto. E non riesco a reiventarmi nè a riprogettarmi. Non riesco ad intravedere il mio cammino.
Auguro ad ognuno di voi ed a me stessa un anno di profondi e duraturi cambiamenti.
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E crescendo ho imparato che non esiste il Natale perfetto, quello in cui come per magia tutti i sogni diventano realtà.....A volte di sogni se ne avverano solo pochi, altre nessuno....
Sto imparando, anche, che rifiutarsi di vivere comunque questo Natale anche se niente è come ho desiderato...non serve...E' solo un modo per farsi del male e per non stare dentro le proprie cose....
Sto imparando che se ci provo riesco a recuperare qualcosa di buono in quello che ho, nella mia realtà ed a trarre da questo un pò di energia e linfa....
Oggi trascorrerò il mio Natale a casa ...con una me assolutamente imperfetta e con una famiglia altrettanto imperfetta.... Oggi trascorrerò un Natale in cui niente ma davvero niente è come vorrei...
Ma proverò a mettere da parte tutti quegli ideali che mi hanno sempre intrappolato e impedito di vivere....Proverò a vedere cosa accade....Guarderò la mia famiglia esattamente così com'è, senza sperare che sia altro...E di riflesso cercherò di vedere me stessa così, esattamente come sono, senza sperare di essere altro....
E chissà che non scopra che in fondo non è poi così male questa vita...Chissà che non trovi tante piccole semplici cose buone di cui godere....Chissà che non provi un pò di benessere e serenità...Chissà che non abbia un sorriso da regalare...
Io auguro a ciascuno di voi di poter "recuperare le cose buone" del vostro Natale.....Qualunque cosa vi stia accadendo, qualunque momento voi stiate attraversando vivete questo giorno così per come siete, sforzandovi di guardare a quello che avete e non a quello che vorreste avere..Sono certa che scoprirete qualcosa di bello!
Auguri di cuore

Ho riordinato la mia camera. Sentivo il bisogno di farlo. E non solo per una questione estetica . Avevo bisogno di occuparmi delle mie cose. Tutte quelle cose che in questi giorni non ho voluto sentire e guardare. Tutte quelle cose che ho lasciato si accatastassero sulla sedia e dentro di me.
Emozioni su emozioni, vestiti su vestiti, polvere su polvere, pensieri su pensieri. Ho lasciato tutto là intatto. Incapace di occuparmene. Incapace di starci dentro. Incapace di districarmi e di districare ogni cosa dall'altra. In fondo mi sono illusa che andava tutto bene. Mi sono illusa che non c'era poi così tanto disordine. Mi sono convinta che tutto quel mucchio di cose erano lì per caso e che appena avrei avuto tempo mi sarei occupata di tutto. Mi sono illusa di poter stare bene con quel disordine.
Ma non si può fuggire da se stessi troppo a lungo. Non si può prendersi in giro per tanto tempo. Non ci si può mettere le mani davanti agli occhi e fingere di non vedere. Così oggi mi sono ritrovata sola con il mio disordine e con tutto quello di cui mi dovevo occupare. E non sono potuta fuggire.
Ogni vestito era un'emozione. Un dolore. Un dolore che ho lasciato si nascondesse lì dove la coscienza non lo può sentire. Ho preso l'amarezza, la delusione ed ho cercato di sistemarle. Le ho sentite ed ha fatto male.
Ho trovato anche la vergogna e l'incredulità. E non riuscivo a trovare un posto per sistemarle. Ed ancora il disincanto e la disillusione. Ho tolto via la patina di polvere dallo specchio. E mi sono guardata per come mi sento e non per come fingo di sentirmi. E' stato tutto più chiaro e più doloroso.
Mentre spolveravo ho rotto un oggettino di cristallo. E chissà perchè ho pensato a quello che si è rotto dentro di me. Evidentemente era qualcosa di molto fragile. Ed io non ho saputo maneggiarlo con cura. Evidentemente avrei dovuto nascondere questa mia parte piuttosto che lasciarla in balia di sconosciuti. Avrei voluto buttare tutto. Ho sempre voglia di buttare tutto. Come se eliminare ogni traccia potesse fare dimenticare quello che è stato. Come se poi potessi pensare che l'oggettino non è mai esistito. Ho raccolto i cocci e li ho conservati. Aspetto di trovare la forza e la voglia per provare a rimettere insieme tutte cose, per l'ennesima volta. Mi chiedo se la colla stavolta terrà. Forse dovrei cambiarla. O forse dovrei imparare ad accettare che le cose fragili si rompono. Non so.
La mia stanza è in ordine. Ma ho la sensazione che sia un ordine solo apparente. Basta aprire un cassetto per capire che è così. Ed io non ho voglia di sistemare anche i cassetti. Non ce la faccio ad andare così a fondo. Non voglio farlo. Perchè sono fermamente convinta che non ho causato da sola il mio disordine, almeno stavolta.
Una sola cosa mi è rimasta fuori posto. La rabbia. Quella proprio non so dove metterla. Ed ora che ci penso non riesco a conservare neanche la tristezza.

Sorrido. Amaramente ma sorrido. Sorrido di fronte all'inaspettato. Di fronte alle mie certezze assolutamente sbagliate. Sorrido di fronte alla mia erronea convinzione che "dipendeva da me". Del resto è più facile convincersi che sia così. Ti dà un senso di onnipotenza. Di controllo sulle situazioni. Fittizio assolutamente fittizio. Perchè poi quando t'incontri con l'altro non ci sei solo tu, c'è anche, appunto, l'altro. Un universo enigmatico ed inesplorabile. Una sorpresa, troppo spesso amara.
Sorrido di fronte alla mia quasi rassegnazione. Al mio non stupirmi neanche più di tanto. Al mio essere abituata a questo tipo di cose. Sorrido di fronte a chi continua a giocare con parole o atteggiamenti. Sorrido di fronte a chi lascia cadere una palla che gli viene lanciata. Strano, eppure l'aveva messa lui in gioco!
Sorrido di fronte a chi non sa guardarsi dentro. A chi non si conosce e non ha voglia di farlo. Sorrido di fronte a chi non capisce o fa finta. Perchè è così faticoso aprirsi veramente ad un'altra persona. Comporta il mettersi in discussione ed in gioco. Sorrido di fronte alla paura che atterrisce, mascherata da cafoneria ed immaturità.
Sorrido di fronte ai miei timidi tentativi di cambiamento. Timidi ma decisi, pensati e voluti. Sorrido di fronte ad un caso ( se così lo si può chiamare) che a volte sembra non volermi aiutare.
Ma soprattutto sorrido di fronte all'unica mia certezza. Non potermi e non volermi, almeno stavolta, rimproverare nulla .
Il fastidio di fronte a certe scene o parole lo provi ancora. Forse non smetterai mai di provarlo. Ma è solo fastidio. E' un pizzico che passa subito. E' qualcosa che adesso riesce, il più delle volte, a farti sorridere di te stessa. E' qualcosa che non ti sconvolge la giornata nè ti condiziona umore e relazioni. Il fastidio è una parte di te a cui sei quasi affezionata . Perchè sta lì a ricordarti cosa sei stata, chi eri e la tua storia. Ma è solo fastidio. Non è più dolore lacerante. Non è più angoscia devastante. Non è più qualcosa di ingestibile.
La tenerezza di fronte a quegli occhi c'è sempre. E forse ci sarà sempre. Perchè nel corso del tempo è stata riempita di tante altre piccole emozioni. Perchè si è un pò come solidificata. Ma allo stesso tempo è cambiata, è diventata altro, forse è maturata. La paura di non saper che fare con questo sentimento di tenerezza resta. La paura che tutto questo possa diventare troppo grande ed ingestibile c'è sempre. Ma è solo paura. Ed anche questa è una parte di te, a cui in fondo sei affezionata. Una parte che parla di una te che a tratti non c'è più, che è molto cambiata.
Perchè poi quando al dolore ed all'inspiegabile si da un nome, tutto sembra più facile. Perchè in fondo tutto quello che avresti sempre voluto eliminare di te ora ha un altro senso. Ora è tutto un pò più chiaro e decisamente più bello e più vero.
"Un marinaio non prega per il vento buono. Impara a navigare"

Una porta. E tutto quello che sento ogni volta che la apro. Un posto dove il dolore si unisce alla forza ed alla speranza. Un posto dove se ci si ferma ad ascoltare si scoprono universi meravigliosi. Un posto dove provare affetto non è poi così difficile. Un posto dove ripararti dalle tue emozioni è dura. Davvero troppo dura. Un posto dove se riesci a starci ed ad essere veramente presente poi ti senti forte e ricca. Un posto dove il tempo è quasi fermo e le emozioni scorrono così lentamente che le si può quasi afferrare. Un'altra persona nel mio cuore.
Il dolore vero di una persona. Ed il mio chiedermi quanto si capisce di qualcuno a partire dal suo dolore. Sguardi che durano un'eternità e che si dicono molto più di mille parole. Provare ad abbracciare qualcuno con la sola forza del pensiero e con la mimica facciale. Chissà se ci sono riuscita. Spero tanto di si. Provare una tenerezza enorme ed un affetto mai sentito. E sarebbe bellissimo se si fermasse tutto qui. Se poi non ci si mettesse tanto del proprio vissuto. Troppo. Tutto quello che serve ad intrappolarsi ancora. Per l'ennesima volta.
E poi ancora un'altra vita. A te più vicina. Ancora emozioni. Ancora paure. Il piacere di sentirsi utili. Di sentire di poter stare vicino a chi si vuole bene sul serio. Il piacere di ricambiare un affetto smisurato che ti è sempre stato mostrato. La forza che deriva dal sentire che potresti reggere un dolore enorme. La rabbia per la vita che sembra quasi accanirsi sempre con le stesse persone. Ed una flebile speranza.
Il tuo dolore che si mischia a tutto questo. Ancora una volta le tue emozioni fortissime. E quelle che ti procurano gli altri. Le tue lacrime a dirti che non va tutto bene. La tua confusione mentale. Il tuo sentirti priva di energie e forse un pò incompresa. La tua consapevolezza sul fatto che il tuo viaggio non è ancora finito. Il tuo visualizzare in maniera chiara e brutale cosa non va. Il sapere che se ce la farai, ce la farai da sola. Con le tue sole forze. La paura che non riuscirai a rompere l'incantesimo. Ed il pensiero a tutte le vite che popolano la tua vita.

Avrei voluto evitare. Evitare di solleticare di nuovo la mia parte fragile. Evitare di rivivere situazioni che tanto poi so a cosa mi portano. Avrei voluto davvero evitare. O forse no. Altrimenti avrei evitato.
La verità è che poi penso che devo imparare a gestirle le mie cose. E non ad evitare che accadano. La verità è che poi mi arrabbio e mi chiedo perchè devo stare lontana da cose che un pò mi fanno stare bene. Anche male. Ma anche bene. La verità è che se avessi evitato mi sarei sentita stupida e infantile. La verità è che mi sento così anche adesso perchè la mia mente (come temevo) ha iniziato di nuovo il suo viaggio. Amesso che l'abbia mai interrotto. La verità è che una parte di me continua sempre a chiedersi se è davvero tutto solo nella mia testa. La verità è che probabilmente (come mille altre volte) non saprò mai la risposta. O forse la so già ma mi ostino a non volerla accettare.
La verità è che io adesso sto bene. E penso di volermi concedere queste "visioni". E le rivivo continuamente . La verità è che so che arrivera' il momento in cui tornerò sulla terra. E so che dovrà accadere presto. E so che lì dovrò mostrare di saper gestire la cosa. Altrimenti mi sentirò stupida.