
Libera di scegliere senza condizionamenti...................
Libera di scegliere senza sentire che non hai via di scampo.................
Libera di scegliere senza temere che poi qualsiasi scelta ti farà stare male......
Libera.............come quella sera in cui anche se era terribilmente tardi, anche se c'era freddo, anche se dovevo tornare, anche se l'indomani dovevo lavorare, anche se avevo paura, anche se mi sembrava una follia......mi sono fatta quel "folle bagno notturno"......E mi sentivo veramente libera! E non ho mai ringraziato chi mi ha convinto a sentirmi, per una volta, così libera......

Ho sentito una ragazza che raccontava un sogno ad un tipo che le piace. Ha sognato che lui le offriva un'infinità di dolci. Strano! Anch'io ho fatto questo sogno tempo fa. Ho sognato che la persona che mi piaceva m'invitava a casa sua e mi offriva dolci, torte, pasticcini in quantità enormi. Ai tempi ho raccontato questo sogno a mia madre. Ecco la sua interpretazione:" Questo ragazzo ti farà ingoiare tanti bocconi amari!". E, per quanto credo che l'interpretazione dei sogni sia ben altra cosa, in effetti aveva ragione mia madre.Tutti quei dolci del sogno si sono trasformati, nella realtà, in bocconi amari ma veramente tanto amari.
E così ieri quando, per caso, ho ascoltato quella ragazza, forse stupidamente, avrei voluto dirglielo, avrei voluto avvertirla e proteggerla. Temo che anche lei riceverà dei "bocconi amari". Lo pensavo già da prima, da osservatrice delle dinamiche relazionali quale mi ritrovo ad essere (volente o nolente). Adesso questo suo sogno mi preoccupa.
In effetti penso che un'infinità enorme di dolci porti allo sdegno. E, forse, io temevo già ai tempi del sogno che dietro tutta quella dolcezza avrei trovato il disgusto e lo sdegno. Forse avrei dovuto fidarmi, quantomeno di mia madre. Forse ieri avrei dovuto dirlo a questa ragazza. O forse anzi direi assolutamente no (altrimenti mi facevano internare!). Però...chissà!
Un anno fa, circa, decisi di aprire un blog. Ne avevo letti davvero tanti ed improvvisamente decisi che volevo anch'io fare quell'esperienza. Mi misi
d'impegno e con un pò di difficoltà (dovute alla mia scarsa dimestichezza con il pc e con la tecnologia in genere) riuscii a creare il mio blog dal titolo "l'equilibrista". Stavo davanti al monitor a fissarlo e a rifissarlo, ma non riuscivo a scrivere nulla. In realtà di cose da scrivere ne avevo tante , ma non riuscivo a lasciarmi andare perchè continuavo a chiedermi "chi lo avrebbe letto, chi volevo che lo leggesse, chi no". Quel blog è durato all'incirca un'ora, dopodichè presa dalla mie mille preoccupazioni, l'ho eliminato.
In tutto questo tempo ho continuato ad andare di blog in blog. Mi piace leggerli, in particolare ce ne sono alcuni che mi piacciono davvero tanto. Ed ancora una volta è tornata in me la voglia di provare ad aprire un blog. Sono stata un paio di giorni a pensarci ed a ripensarci. Ed è nato "Ecrescendoimpari". Le paure e le perplessità che avevo un anno fa sono rimaste ed a volte mi confondono e mi fanno venire voglia di chiudere tutto.
Mi è sempre piaciuto scrivere, ma so scrivere solo di me, delle mie emozioni, dei miei pensieri più o meno profondi. So che a volte non riesco a far trapelare in toto quello che provo e spesso il mio scrivere dice molto di me, molto più di quello che si evince dal vivo (credo). Ecco allora che la voglia di avere un blog per me equivale alla voglia di riprendere a scrivere di me (cosa che non facevo da un pò) ma anche al bisogno di mostrare una parte di me, forse un pò nascosta, forse non visibile a tutti. Ed anche alla voglia di condividere. Ma il mostrare questa parte di me, il mettere nero su bianco le mie emozioni nude e crude ed il sapere che sono qui alla portata di tutti a volte mi preoccupa e mi disorienta. Mi chiedo se davvero voglio "consegnarmi" così a tutti. Ed a volte la risposta è si (altrimenti non avrei aperto un blog!). Altre invece è no (infatti mi infastidisco all'idea che tutti possano leggere di me).
Adesso ho ancora voglia di continuare quest'avventura......Ma chissà se poi il mio essere incredibilmente riservata prenderà il sopravvento.
Voi che ne pensate?

Quando sono andata via da lì, pensavo che non ci sarei più tornata. Mi dicevo che dovevo dare un taglio netto con quel posto, che dovevo andarmene senza voltarmi indietro..Mi rassicuravo pensando che era solo un luogo e che tutte le persone che ci stavano dentro a cui io tenevo davvero, avrei potuto vederle fuori da lì...Ma dentro di me avevo un turbinio di emozioni, sentivo un magone che mi sforzavo di ricacciare dentro..Ho passato un anno della mia vita in quel luogo...E per una come me, capace di legarsi anche ad un oggetto che tiene in mano per 10 minuti, un anno è davvero tanto...E non è stato sempre tutto bello ...Tante volte quel posto, quegli orari, alcune di quelle persone mi stavano strette...Tante volte ho desiderato che arrivasse il fatidico giorno della fine.....Eppure quella fine è stata dolorosa e me ne rendo conto solo adesso..Allora infatti, la fine è arrivata in un momento in cui altre emozioni nuove si agitavano dentro me...Emozioni di qualcosa desiderato da tanto, di un nuovo legame, di una nuova avventura...Avventura che mi aveva regalato proprio quel posto...Infatti mi rendo conto che avevo ridotto quel posto ad una sola persona e ad un solo genere di emozioni...A volte avevo tralasciato tutte le piccole grandi sensazioni che tanti altri mi avevano dato lì, avevo dimenticato quante persone, quanti sguardi, quanti sorrisi, quante emozioni avevo incontrato in quell'anno ...Le avevo messe da parte, offuscate..
Finita malamente l'avventura amorosa, avevo ancora una volta fatto l'errore di identificare quel posto con quella persona..E avevo riversato su quel posto tutto il mio disincanto, la mia amarezza e delusione...Ed ancora una volta pensavo di voler dare un taglio netto, pensavo di voler cancellare tutto con un colpo di spugna...pensavo che non avevo nessuna voglia di tornare lì, per nessun motivo al mondo...
Un invito da parte di una persona legata a quel luogo...mi ha fatto finalmente vedere tutto con occhi diversi..Mi ha permesso di separare le emozioni...Ho riconosciuto la mia amarezza e la mia delusione come rivolte solo a quella persona...Ma improvvisamente ho sentito quel forte legame con quel luogo, ho ricordato un'infinità di cose belle e meno belle e ho avuto voglia di andare lì a riprendere quel filo di ricordi che avevo stupidamente voluto spezzare...
E' stato bello...Rientrare in un posto dove ormai ti sentivi a casa...Ripercorrere quel tragitto che hai fatto tante volte...Rivedere quei volti...Scoprire che ti ricordano, che ti ricorda anche chi non hai mai considerato...Scoprire che hai lasciato delle buone sensazioni di te...E' stato strano... A tratti sentivo che quel posto era mio, che mi apparteneva, mi sembrava che il tempo non fosse mai passato...A tratti invece, sentivo che erano miei solo i ricordi, solo le emozioni, avvertivo il tempo che è passato ed i cambiamenti avvenuti...Ho fatto tutti i saluti con quello stesso magone che avevo l'ultimo giorno prima di andare via...Ero in uno stato quasi sognante, confusa da tutto quello che sentivo....
E poi di sera mi sono ritrovata con quelle stesse persone con cui ho condiviso quel luogo e quell'esperienza....I miei occhi sono stati lucidi per un bel pò....Perchè abbiamo ricordato tante cose e le emozioni sono riafforate...Ed avolte è riaffiorata anche la voglia di tornare indietro, di poter rivivere tutto quello...Ma c'era anche la consapevolezza che il tempo è passato, noi siamo cambiati, le cose procedono e forse sarà difficile "ritrovarci tutti insieme"....
Alla fine di quella serata ho incontrato una persona appena conosciuta....Mi sono distaccata da tutto quel passato che aveva pervaso la mia giornata....E "giocando" con questa persona...ho guardato al presente, al futuro....a quello che verrà...
Quel luogo, quell'esperienza, quelle persone sono ormai una parte importante di me...E non la voglio recidere (come pensavo prima confondendomi), ma portare dentro e custodire gelosamente...Perchè per me quello è stato un anno di vita molto importante..
Oggi non trovo le parole per spiegare come mi sento.......
Allora lascio che siano le parole di un altro ed un'immagine a parlare di me...

"Fino a che punto bisogna essere intelligenti per essere stupidi?
Gli altri le hanno detto ch'era stupida. Quindi si è resa
stupida così da non vedere quanto erano
stupidi a pensare che era stupida,
perché era male pensare che loro erano stupidi.
Ha preferito essere stupida e buona,
piuttosto che cattiva e intelligente.
E' male essere stupidi: bisogna che sia intelligente
per essere così buona e stupida.
E' male essere intelligenti, perché ciò mostra
quant'erano stupidi
a dirle quant'era stupida."
[R. D. Laing]

Ormai da diversi anni appartengo al mondo "psi", prima come studente ora come laureata..(seppur disoccupata..sigh!)....
Mi è capitato di sentirne davvero di cotte e di crude sulle convinzioni della gente riguardo al lavoro dello psicologo, alle paure che scatena, alle difese e quant'altro...
Ecco alcune delle cose che le mie orecchie hanno dovuto sentire....(temo per quello che ancora dovranno sentire)...
1. Molti (anzi troppi) continuano a dire.....PISSICOLOGO e PISSICOLOGIA.....
2. Quando conosco qualcuno (soprattutto uomo), dopo 2 millisecondi, appena sa che sono psi mi dice "allora hai già capito tutto di me".....(no mi dispiace, ma nella maggior parte dei casi non ho capito proprio niente)
3. Molti appena scoprono che sono psi.....mi evitano come la peste!
4. Spesso mi è stato chiesto di "leggere il pensiero"....
5. Una volta un ragazzo mi ha chiesto di dirgli il suo oroscopo....
6. L'altro giorno in palestra mi hanno chiesto di ipnotizzare....
7. I genitori di un mio ex ragazzo erano convinti che io con i miei "poteri magici da psi" plagiassi il figlio facendogli fare quello che volevo....(ma magariiiiiiii!)
8. Non è chiara la distinzione tra psicologo e psicoanalista, ma anche tra psicologia e psichiatria...(con un piccolo sondaggio ho scoperto che molti sono convinti che la psicologia sia una specializzazione della psichiatria)
9. Una persona se sono triste, pessimista o arrabbiata..mi dice sempre..."ma come..una psicologa arrabbiata?"...(non siamo possessori dell'elisir dell'eterna felicità, ma umani con emozioni come tutti gli altri)
10. Mio nonno continua a non capire in cosa cavolo mi sono laureata...Ed alla fine l'altro giorno dopo l'ennesimo tentativo di spiegarglielo..mi ha detto "ho capito....dai conforto!"..( e sicuramente pensava che non c'è bisogno della laurea...)
11. L'altro mio nonno..( che non c'è più) mi diceva sempre " se sei dottoressa perchè non puoi curarmi tu?"
12. Non posso osservare qualcuno mentre parla perchè pensano che lo stia "analizzando"...
13. Mio padre e tanti altri come lui pensano che "gli psi sono tutti pazzi e possono trovarsi bene solo tra di loro"
14. Una mia amica medico una volta, parlando della psicoterapia, mi ha chiesto con aria sconvolta "ma come si fa a guarire qualcuno senza farmaci?"
15. Tutti mi sottopongono disegni e sogni da interpretare....( una mia zia appena suo figlio di 7 anni fa uno scarabbocchio me lo fa vedere)
Questo è quello che la mia mente ha trattenuto, mi sa che le più grosse assurdità le ho rimosse :-)
La mia è la rabbia di chi per 5 anni all'università non ha fatto altro che
studiare e solo in rarissime occasioni ha sentito di potersi concedere uno svago, un divertimento o semplicemente un momento di relax...Ho corso contro il tempo nel tentativo di recuperare sbagli passati e di non sprecare più un millesimo di secondo..Ho rischiato quasi l'esaurimento tra crediti formativi, esami ed ancora esami, lezioni, laboratori, frequenza obbligatoria, tirocini vari e tesi....Ho fatto tutto ed ho fatto anche bene! Vedevo la laurea come una liberazione, pensavo (che scema!) che dopo quel momento tutto sarebbe stato in discesa....Pensavo che avrei lavorato, che mi sarei sentita realizzata, che avrei avuto le mie soddisfazioni...E soprattutto pensavo davvero che i problemi seri per me erano gli esami, i 28 piuttosto che i 30, l'argomento della tesi, il prof. che non si presenta agli appuntamenti e via dicendo...
Non potevo immaginare che un giorno avrei pensato che in fondo all'università si stava bene....che la "mamma corso di laurea" in fondo ti proteggeva dal mondo brutto e cattivo...Certo sentivo i discorsi di chi, più avanti di me, parlava di un lavoro che non c'è, di frustrazioni su frustrazioni ed a volte anche di disperazione...Ma chissà perchè, come per tutte le cose,...pensi che per te sarà diverso..Perchè tu sei bravo e soprattutto perchè tu nel tuo lavoro ci credi veramente, non l'hai scelto a caso, ma l'hai scelto con la passione di chi sente che è questo che vuole fare della propria vita...
Oggi mi sento arrabbiata, a tratti anche sconfortata e smarrita....
Mi dò tanto da fare, faccio domande su domande, mando curriculum su curriculum ed il telefono non suona mai....E la cosa triste è che sai che non suonerà....Perchè non hai tutti quei requisiti fantasmagorici che pretendono...Non hai 40 anni, ma 27!.....E sai che sei sconfitta in partenza....E soffri per selezioni fatte solo per titoli in cui hai già perso (perchè bene che vada ci sarà sempre una persona che avrà una cosina in più di te...male che vada ce ne saranno 100)...E ti ritrovi in colloqui dalla dubbia serietà, in cui ti chiedono tutto al di fuori dell'argomento della selezione, con la sensazione che il prescelto esiste già.... E ti ritrovi a dire...."io ho solo la laurea"...Ma come solo la laurea? Ma la laurea non è il più alto titolo di studio....?
E pensi di fare un master, ma sai che dopo sarà ancora più frustrante...Perchè conosci già tanta gente che ha speso soldi su soldi facendo master e specializzazioni ed è praticamente nella tua stessa situazione...
E ti guardi attorno e scopri tristemente che gli unici che lavorano, anche quelli più insospettabili, sono..."amici di".....E allora pensi che è un tunnel senza uscita, perchè io non sono amica di nessuno...o meglio nessuno che possa aiutarmi...E non sono capace di diventare amica di qualcuno per farmi aiutare, vorrei ma non ce la faccio...Io sono una che cerca di fare le cose al meglio, ma non ostenta, sta lì zitta zitta e se qualcuno mi nota bene, altrimenti....pazienza! E questo sento che è stato e sarà sempre un mio grosso limite, il fatto di non sapermi pubblicizzare...
Ed allora pensi di andare fuori, nella terra del lavoro facile.. E sarebbe una scelta sofferta perchè a quel punto dovresti mettere al primo posto la professione ed al secondo la serenità personale....Ma sei disposta a farlo perchè in fondo sei ancora nella condizione di poter ridisegnare la tua vita anche lontano dalla tua terra e magari potresti anche trovare la serenità...Ma anche questa terra in realtà non esiste più o comunque non esiste più nel mio campo......Per cui anche la carta "paese dei balocchi" ha fatto cilecca....
Ed allora davanti a te ci sono due strade....Ascoltare tuo padre che continua a propinarti lavori in cui ti sentiresti mutilata, in cui la parte di te viva, carismatica e passionale morirebbe per sempre....
Oppure darsi al volontariato.....Già perchè come volontaria vai bene a tutti, anche se non hai requisiti fantasmagorici, anche se non sei "amica di"...Qualcuno continua a dirmi che se faccio la volontaria scado, perdo di professionalità, faccio il loro gioco...
Io per ora, volente o nolente, ho scelto questa strada perchè...voglio continuare a sognare..Voglio ancora credere che tutto quello che sognavo di diventare quand'ero all'università potrò in quache modo realizzarlo...Ed allora piuttosto che stare a casa a guardare il tempo che passa ed a notare che il telefono non suona mai, preferisco farmi sfruttare con la consapevolezza che anch'io sto traendo qualcosa...già la famosa "esperienza"..
Ma in giorni come questi il volontariato mi sta davvero stretto, la rabbia prende il sopravvento e mi chiedo se sto percorrendo la strada giusta...
Mi piacciono i film, specie quelli a cadenza lenta, in cui ci sono pochi dialoghi e molto è lasciato all'immaginazione dello spettatore. Mi
piacciono perchè lasciano aperti grandi spazi che stimolano la riflessione. Mi snervano perchè non sai mai se le tue intuizioni sono giuste o sbagliate, vengono meno le certezze.
Questo film mi ha incuriosito semplicemente ascoltando il titolo: CAOS CALMO. La mia mente ha fatto mille associazioni a partire da queste due parole ed ancora altre mille ne riuscirebbe a fare...Già perchè apparentemente sembra una contraddizione...Come può il caos essere calmo? Il caos dà l'idea della confusione, della dinamicità e quindi del movimento, non della calma....Eppure esiste il caos calmo...Penso che ognuno di noi almeno in alcuni momenti della propria vita, ha sentito di avere un caos...calmo, cioè muto, non manifesto o magari non espresso in maniera palese...
Ho trovato questo film molto interessante...
E' la storia di un uomo e del suo dolore inesprimibile...
Ho letto diverse recensioni in cui si parla di un'assenza di dolore....Non sono d'accordo...Credo che il dolore di quest' uomo stia proprio nella mancata reazione, nel non riuscire a tirare fuori, inizialmente, la sofferenza atroce per la scomparsa improvvisa della moglie...Il protagonista soffre moltissimo, talmente tanto che si allontana dalla sua sofferenza, continuando per i primi tempi la sua vita..come se nulla fosse o quasi....
L'unico sentimento che riesce a riconoscere (almeno in parte) è il senso di colpa, già la colpa di non essere stato presente quando la moglie moriva ed ancor di più la colpa di essere stato impegnato a salvare un'altra donna piuttosto che stare vicino alla figlia mentre assisteva alla perdita della madre...Infatti quest'uomo, da quel momento in poi, decide di non staccarsi più dalla figlia per tentare di colmare quella che lui ha sentito come una grave mancanza...E passa le sue giornate lì, ai giardinetti di fronte la scuola della figlia...
Mi ha colpito il fatto che quando si trova solo evita di dare voce ai suoi pensieri cercando di catalogare le cose più disparate ( dalle case in cui ha vissuto alle compagnie aeree con cui ha viaggiato)...Questo è il suo modo per mettere a tacere il suo caos calmo, per ordinarlo senza dargli un senso...
Mi ha colpito ancora di più vedere come i colleghi di quest'uomo si rechino da lui come se nulla fosse, colludendo completamente con l'inesprimibilità del dolore del protagonista...
Eppure la sua "umanità" continua a trapelare, per esempio dal suo modo di "giocare" con un bimbo down che passa da lì ogni mattina, col suo modo di supportare la cognata..palesemente instabile dal punto di vista emotivo...
Ad un certo punto il protagonista...scoppia a piangere....Ed io ho tirato un sospiro di sollievo....Ho esclamato "finalmente!" Perchè quello è il momento di risalita, quello è il momento in cui il dolore diventa esprimibile e quindi può cominciare ad essere gestito...
Ed allora arriva di nuovo l'amore non a caso con la donna che aveva salvato mentre la moglie moriva (amore espresso, a mio parere, in una scena di sesso un pò troppo intensa ed esplicita in un film fatto di impliciti.. )...Ed arriva la figlia.....che....in questo film (e spesso anche nella realtà) sembra avere molta più consapevolezza del padre....Tace il suo dolore ed ho la sensazione che lo faccia perchè sente che suo padre non è pronto a reggerlo... Ed è propio la figlia che ad un certo punto sente che il padre è pronto per riprendere la sua vita là dove l'aveva lasciata prima che la moglie morisse ....Ed è ancora la figlia che fa si che il padre riprenda la sua vita, "lasciandolo libero" di tornare al lavoro.. Queste sono le mie riflessioni...(o meglio una parte di esse)..
E voi che ne pensate?