"Si chiude una porta e si apre un portone". 
Tante volte mi sono sentita dire questa frase, molte volte non è stata veritiera. Oggi si! E da una parte sono strafelice. Sicuramente non è un portone quello che mi si è aperto, ma una porticina. E' una porticina importante, soprattutto per me. E' una porticina aperta che mi lascia sperare, intravedere, progettare. Da domani sarò felice di questa porticina, la riuscirò ad apprezzare. Oggi no. Oggi non ce la faccio
Oggi la mia mente rimane ancorata alla porta chiusa, all'ennesima partita persa. Il mio sguardo si posa là, non posso farci niente. Perchè ho creduto, sperato, perchè mi sono impegnata, ho fatto tutto quello che potevo (anche se poi so che avrei potuto e forse dovuto fare di più). Perchè avevo bisogno che si aprisse questa porta, proprio questa. Per me, per riconciliarmi col mio passato, per dare un senso alle mie scelte (sempre ammesso che siano state scelte!) passate. E so che anche quella che è rimasta chiusa, in fondo, è solo una porticina. Ma io sognavo già di attraversarla e di attraversare proprio questa. Ed era un gran bel sogno. E mi arrabbio. E mi rattristo.
Da domani guarderò alla mia porticina aperta. E mi sentirò più contenta.Oggi la mia mente non ce la fa.
P.S. Prescrivo a tutti coloro che si sentono tristi, scarichi o pessimisti la canzone "Funky Bahia" di Mendes. Ottimo antidepressivo, davvero.
