
Sarà che stasera mi prende male. Sarà che continuo ad ascoltare "Two sunsets" di Einaudi e sono immersa in un'atmosfera che solo certe melodie sanno creare. Sarà che sono una sognatrice patologica. Sarà che nonostante tutto credo all'amore ed alle emozioni intense che ti può regalare.
Una volta una cara amica mi lesse un pezzo tratto da un libro. Lei l'aveva annotato su un suo diario. E me lo lesse dicendomi "sono sicura che ti piacerà". Ed infatti non si sbagliava. Lo rilessi più e più volte. E lo ricopiai. Lo scrissi anche in un biglietto di auguri ad una persona cara. E adesso lo voglio postare. E' l'augurio di un genitore alla propria figlia. Io lo dedico a tutti, a tutti quelli che hanno voglia di sognare, sperare. A chi guarda la profondità delle cose, a chi sa amare o almeno ci prova. A chi crede nelle emozioni autentiche e nei sentimenti. A chi come me ci vuole riprovare, nonostante tutto. A chi si dona all'altro in maniera autentica, senza sotterfugi ed inganni. A chi crede all'intensità dei momenti e non al per sempre. A chi soffre per essere stato se stesso. A chi come me fa una fatica enorme a separarsi da certi ricordi e da certe emozioni. A chi spera che "la prossima volta sarà diverso". A chi sa capire quando di fronte a se ha una persona autentica e preziosa. E fa di tutto per non farsela scappare.
IL MIO AUGURIO
Un giorno, non puoi sapere quando, mentre sei al volante della tua auto, prenderai la direzione sbagliata. E in fondo alla strada lui sarà lì. Quell'uomo rappresenterà una città ai tuoi occhi. In lui troverai negozi e ristoranti, il teatro dell'opera, una squadra di baseball. Forse ci sarà una prigione o un ospedale. Ci sarà tutto ciò di cui hai bisogno. E quando avrai trovato quel luogo, questo luogo meraviglioso, non vorrai vivere in nessun altro posto. Parcheggia la tua auto e fermati. Perchè questa città per te sarà una casa. Una casa diversa da tutte quelle che hai conosciuto, la più casa di tutte le case.E poi troverai l'amore. E il dolore. Troverai la ricchezza e la povertà, la salute e la malattia, ogni cosa insomma. Questa è la città più grande di tutta la terra. E per te, se sarai davvero fortunata, sarà anche l'unica, il posto in cui nascerai per la prima volta, il posto in cui morirai e in cui avrai vissuto tutto quello che c'è in mezzo.
Da "Frammenti di una storia d'amore " Gabrielle Zenin.
