E crescendo impari....

Uno spazio libero dove poter scambiare emozioni e pensieri più o meno profondi. Un luogo dove essere autentici!
martedì, 22 luglio 2008

Legami speciali

cuoresabbia

Ci sono delle persone a cui mi sento profondamente legata, aldilà di ogni logica. Non ci vediamo più. Ci sentiamo pochissimo. I rapporti avuti in passato non lasciavano intravedere dentro e fuori di me lo spazio per sentire ancora un legame. Eppure il legame io lo sento. L'ho sempre sentito. Ed è profondissimo. E ho sempre pensato che ci fosse anche dall'altra parte.

Ci sono stati mesi e mesi di silenzi. Addirittura anni. Forse c'è anche la difficoltà a ricordare con esattezza il contorno del viso. Eppure rimane l'emozione verso quella persona. Rimane il sorriso di affetto che fai ogni volta che la nomini. Rimane la fiducia che riponi, sulla base di non so che. Rimane la tranquillità con cui, tu che ti preoccupi sempre di disturbare, alzi il telefono e chiami. Ed hai la presunzione di pensare che dall'altra parte ci sarà disponibilità ed affetto. Ma forse non è presunzione. E' consapevolezza che, in effetti, il legame non lo senti solo tu. Anzi è proprio il fatto che ti arriva anche dall'altro che lo fa consolidare. C'è da parte di entrambi la delicatezza di non essere invadenti, di rientrare ognuno nelle vite dell'altro in punta di piedi. Ma in fondo è solo un ritorno. Perchè questa persona è nella mia vita. E ci rimarrà. Anche semplicemente con l'emozione che provo quando la penso. E chissà che non rimanga anch'io nella sua. Mi piacerebbe tanto.

Forse farei bene a chiedermi cosa c'è dietro quest'emozione che provo. Forse dovre individuarla, circuirla, analizzarla. Forse dovrei chiedermi se dietro questo ci sono speranze, paure, illusioni, ideali a cui continuo ad ancorami. Forse c'è anche tutto questo. Ma rimane quel brividino che ho sentito sulla schiena, non so bene perchè. Rimane l'ondata di stima e affetto che questa persona riesce a trasmettermi. Rimane il mio sorprendermi per tutto questo. Sorprendermi per chi ha saputo andare oltre i mie gesti. Oltre le mie scelte. Oltre la mia immaturità. Oltre la mia difficoltà a capire delle cose. E soprattutto oltre il dolore che io stessa gli ho procurato. E rimane il mio sorrisino di affetto nei suoi confronti. Con tutto quello che ci sta dentro.

 

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categorie: riflessioni, ricordi, amori, emozioni, speranze, amicizie
domenica, 29 giugno 2008

Inspiegabili distanze

angelo sui binari

Controllo la posta come  faccio ogni giorno. Spero di trovare la proposta di lavoro che darà la svolta alla mia vita. Trovo invece una mail assolutamente inaspettata. E' un'amica. O meglio lo è stata. Adesso non so più cosa sia. Il dolore messo a tacere si riapre e trabocca in parole di risposta dettate dalle emozioni di pancia e non da pensieri razionali.

Le mie parole scorrono e sono cariche di aggressività. La mia aggressività. Una carica non irruenta e violenta, ma sottile che so che arriva lo stesso. Ma ad un certo punto è inutile trincerarsi dietro la rabbia. Arriva anche la delusione, la tristezza, il dispiacere profondo. Come può un legame vero trasformarsi in niente? Come può una condivisone di emozioni belle ed autentiche sfociare nel silenzio e nell'assenza totale? So che i legami cambiano, so che la quotidianità e la condivisione di una medesima esperienza agevola le relazioni. Ma credo anche fermamente che i legami veri hanno la capacità di trasformarsi, di farsi forti per reggere le distanze, il venire meno della quotidianità e delle abitudini comuni. Ma bisogna volerlo davvero. E bisogna volerlo entrambi. E' faticoso, richiede uno sforzo. M ci si può riuscire. E credevo che io e questa persona ci saremmo riuscite. Invece così non è stato. E fa male, fa malissimo.

 A volte detesto questo mio rimanerci male per gli allontanamenti inaspettati. Vorrei avere la leggerezza di tutti quelli che vanno avanti nella loro vita senza fermarsi mai a pensare a quello che hanno perso. Ma oggi che questa mail ha riaperto un mondo che avevo messo a tacere, a cui finora non avevo dato voce, oggi mi dico che è così che voglio essere. Voglio dispiacermi per quello che di bello e prezioso ho perso strada facendo. Perchè so che non lo ritroverò, so che era qualcosa di unico. Troverò altro, ma non quello. E quando la perdita riguarda persone belle, autentiche, profonde, allora il dispiacere è doppio. Specie se queste persone sono state per diversi anni tra le poche lampadine accese nei tuoi momenti di buio. Specie se queste persone sono state un porto sicuro nei momenti di smarrimento. Specie se anch'io lo sono stata per loro. Specie se sento che un pezzetto della mia forza e tenacia nel raggiungere il traguardo della laurea, io l'ho ottenuto grazie a loro. E lo sento tuttora. Nonostante l'inspiegabile silenzio e distanza. Ed allora ben venga la carica di rabbia presente nelle mie parole. In fondo in quella è concentrata tutta la mia speranza di smuovere e far venire fuori un legame che no, non posso credere che ho sentito solo io. E che manca solo a me. Ben venga la mia ostinazione nel non rassegnarmi alla fine di certe amicizie.E la mia energia che continuo a dedicare a questo.

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categorie: riflessioni, ricordi, emozioni, speranze, rabbia, amicizie
lunedì, 23 giugno 2008

Semplicemente me

molo

Guardo indietro. Guardo dentro di me. Vedo una persona che ha sempre sentito di "dover essere".  Dover essere quello che gli altri inconsapevolmente e innocentemente le hanno cucito addosso. Quello che pensavano lei fosse. Quello che lei stessa, ad un certo punto, ha sentito di dover essere. E allora l'inadeguatezza, il sentirsi sempre da meno, sempre sbagliata, sempre un gradino più in basso. Ed allora il non conoscere la parte più autentica di se stessa, offuscata, messa a tacere da quello che dovevo essere.

Ma poi capisci che non sei sbagliata, ma semplicemente "così". Con i tuoi silenzi, con la tua timidezza, con il tuo disordine, con la tua confusione, con i tuoi miliardi di imperfezioni.  E capisci anche che non c'è solo questo di te. Capisci che a volte sei timida, ma altre sei assolutamente spigliata. Basta solo che ci siano le persone giuste e che tu ti senta accettata a pieno. Capisci che non sei solo la bimba che sta in fondo alla stanza ma anche la donna che sa fare sentire la sua voce e difendere le sue idee. O comunque sta imparando a farlo. E sei ancora tanto altro tutto ancora da scoprire.

E capisci che devi lottare per realizzare i tuoi desideri. Perchè hai tutte le carte in regola per farlo. Come tutti del resto. E non è presunzione ma solo volersi bene. E non è egocentrismo ma solo voglia di esprimersi per quello che si è veramente. Liberandosi degli abiti che ti hanno cucito addosso, ormai troppo stretti.

E così ieri non ho sentito di dover essere nessuno se non me stessa. E così una giornata iniziata storta con gli strascichi dei giorni prima si è trasformata in una giornata piacevole. Ed il senso di solitudine adesso è meno forte e meno paralizzante. In fondo ieri sono stata "semplicemente me".  Ed un filo delle mie emozioni va anche a chi ieri mi ha fatta sentire capita. E mi ha permesso di essere me stessa.

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categorie: riflessioni, emozioni, speranze, amicizie
domenica, 15 giugno 2008

Storia di un matrimonio

wedding

Nella mia stanza c'è una foto. Ritrae me all'età di 3 anni. Ero ad una recita scolastica ed ero vestita da Madonnina. La suora mi assegnava sempre parti da protagonista perchè ero una bambina ubbidiente e imparavo bene la parte. Accanto a me, nella stessa foto, c'è San Giuseppe. Quel bimbo ieri si è sposato e a quest'ora avrà già iniziato il suo viaggio di nozze.

Ricordo che all'asilo, a differenza di me, piangeva sempre. Non voleva stare senza la sua mamma. Eppure negli anni è diventato una delle poche persone che riesce a farmi morire da ridere. Basta solo che parli, che dica certe paroline chiavi (che racchiudono aneddoti indimenticabili) ed io scoppio a ridere senza riuscire a fermarmi.

Ricordo una vacanza fatta insieme. Quanto ho riso! Non riusciva ad imparare i passi della sigla del villaggio. E poi tante serate a ridere, a divertirsi come i pazzi senza fare niente di che. Semplicemente perchè lui è così, comico.

Avevamo 16 anni quando mi ha parlato per la prima volta di quella che ieri è diventata sua moglie. Gli brillavano gli occhi. Non faceva altro che dire che era bella. Ne ha passate tante. Ma ha manifestato sempre una gran voglia di stare con lei, nonostante tutto. L'ho visto anche stare male per lei. E mi ha fatto tenerezza.

Una sera d'estate di 3 anni fa, mentre ridevamo e scherzavamo seduti al tavolino di un pub, mi ha detto che all'anno nuovo se ne sarebbe andato. " Vado a Milano". Ricordo che mi sono venuti i brividi perchè ho sentito che faceva sul serio. E così l'ho visto andar via. E ho pianto, perchè sentivo che stavo perdendo un mio punto importante di riferimento.

Ieri era all'altare a coronare il suo sogno e la sua scelta di vita. Io vedevo la stessa faccia del bimbo della foto. Ma vedevo anche una maturità ed una forza d'animo incredibile. Lo guardavo orgogliosa di quello che è diventato e delle scelte che ha saputo prendere e portare avanti. Guardavo quella sicurezza che riusciva a trasmettere alla persona con cui ha deciso di passare la sua vita. E guardavo il suo sorrisetto che mi fa tanto morire da ridere. E che ha tenuto durante tutta la cerimonia. Il mio amichetto dell'asilo si è sposato. Ed io spero davvero che sia felice. E gli voglio bene.

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categorie: ricordi, emozioni, amicizie, matrimoni
sabato, 14 giugno 2008

Vite

albero

Un giorno speciale. Il matrimonio di un mio caro amico. L'emozione per un progetto di vita che tra qualche ora verrà realizzato. La strada che abbiamo percorso insieme. La sensazione che il tempo e la distanza hanno solo fatto maturare il nostro legame, che io sento ancora molto forte.  Ed i suoi occhi pieni di lacrime quando ha letto il mio biglietto di auguri. Niente parole, solo emozioni. E sono tantissime.

Un'ombra di tristezza e malinconia. Un peso nello stomaco. La notizia che una persona che io ho sempre ammirato vive gli ultimi momenti della sua vita. E combatte con la sofferenza fino all'ultimo. Già la stessa sofferenza che ha caratterizzato la sua vita e che lei ha sempre saputo trasformare in forza. Ma non è la forza di chi nega la sua condizione e la sua malattia, ma il coraggio di chi ama troppo la vita anche se questa con lei non è stata mai generosa. Una di quelle persone da cui ho sempre creduto di dover trarre insegnamenti. Ma quella forza, quell'amore per la vita in tutte le sue manifestazioni, bisogna sentirlo dentro. E' difficile da imparare.

La notizia di un nuovo amore che è nato. E le mie emozioni rispetto a questo. Emozioni tutte ancora da scoprire e da elaborare.

E infine la mia vita. Il mio cammino, il mio percorso. La mia strada che si intreccia con quella del mio amico che oggi si sposa. Ma anche con questa persona che sta davvero male. E che in passato si è intrecciata con chi oggi vive il suo nuovo amore. E poi tutto quello che è mio, solo mio. Le mie angosce ma anche i miei sogni. Le mie speranze, i miei batticuore. E le mie lacrime. E il mio futuro tutto ancora da disegnare, che non riesco neanche ad intravedere.

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categorie: riflessioni, amori, emozioni, amicizie
lunedì, 26 maggio 2008

Ricordi nell'armadio

margherita

Ieri finalmente ho fatto il cambio di vestiti nell'armadio. Ho tolto maglioni e cappotti per lasciare spazio a costumi, gonnelline e maglie a mezza manica. Avrei dovuto farlo già un paio di settimane fa. Ma è una cosa che ogni anno, puntualmente, tendo a rimandare. Vivo sempre in maniera molto intensa i cambiamenti, i passaggi. E questo lo è senza dubbio. E forse quest'anno, sarà che sono cambiate molte cose in me, lo sento ancora di più.

Ogni maglietta, ogni costume, ogni gonna per me ha un ricordo, un'emozione associata. Ed allora il mio cambio nell'armadio si è trasformato in un momento di emozioni, di pensieri e ricordi passati e di confronti con il presente. Ho preso il vestito della mia laurea, dovrò indossarlo a breve per un matrimonio. Cavolo! La laurea! Sono già passati due anni. L'ho indossato per la festa con gli amici. Ero felice del traguardo, ma mi sentivo anche molto sola. Molto più di adesso. No, non credo che tornerei indietro. Ho faticato troppo per raggiungere questo traguardo. Ho rinunciato ad esprimere tante parti di me per adempiere al dovere della laurea.

E poi quel vestito comprato l'anno scorso con tanta indecisone, un pò anni 60. Qualcuno l'ha definito una "tenda". Io ricordo la prima sera che l'ho indossato. Era una serata particolare, finivo un'avventura durata un anno. Ero emozionata . Mi scambiavo messaggi con una persona che da lì a poco avrei finalmente visto. Stavo bene, davvero bene.

E poi, mamma mia ,li avevo quasi dimenticati: due vestitini di quando avevo 16 anni. Li ho guardati, li ho indossati. Ma sono cortissimi! Ma come ho fatto ad andare in giro così!! Eppure mi ricordano delle cose. Uno l'ho copiato alla mia amica dell'epoca. Mi piaceva tantissimo. Era pure di marca. E' costato tanto. L'abbiamo indossato ad una festa tutte e due. Ci sentivamo belle davvero. Avevamo proprio quella sensazione di onnipotenza, di poter spaccare il mondo.  L'altro, beh, mi ricorda il mio primo ragazzo. L'ho indossato la sera in cui ci siamo messi insieme. Voglio ancora un mondo di bene a questa persona. Credo sia stato l'unico ad amarmi sul serio incondizionatamente. Chissà se lui se lo ricorda il vestito. Avrei dovuto liberarmi di questi due vestiti, tanto non li metto più, ma non ce l'ho fatta. So che ci sono i ricordi, ma voglio conservarli ancora per un pò.

E poi quel paio di jeans che sono diventati la mia"seconda pelle" a Barcellona. Faceva freddo nonostante fosse agosto e così ho messo per tutta la settimana quei pantaloni che ormai mi sanno di Spagna. Che bel viaggio! Davvero. Un viaggio che mi ha fatto scoprire ancora di più un'amica, che mi ha fatto probabilmente legare a lei in maniera particolare. Ricordo come eravamo lì. E penso a come siamo adesso. Ci sentivamo leggere. E poi quel filmino che abbiamo fatto l'ultimo giorno che mi fa tanto piangere, non so bene perchè.

Una maglietta, proprio quella che lui un giorno ha descritto così bene per tranquillizzarmi e farmi fidare di lui. E  qualche altra che notava ogni giorno.  Ed, infine, un costume. Ed una passione estiva quasi seppellita, dimenticata.

Cambio dell'armadio finito. Tra lacrime e sorrisi.

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categorie: riflessioni, ricordi, amori, vita quotidiana, amicizie
sabato, 12 aprile 2008

Post dedicato

bimobo eorsacchiotto

So come ti senti. E mi dispiace!

So che ne avevi bisogno, che avevi bisogno di questa esperienza. Lo so perchè, a volte, penso che ne avevo bisogno anch'io. E forse non era la cosa "giusta" ma a volte si è stanchi di fare sempre le cose giuste. A volte si vuole anche sbagliare, seguire l'istinto e assecondare i propri bisogni, quelli più profondi e forse più fragili. Ma che importa? A volte fa bene anche far finta di non sentirla la propria fragilità. A volte fa bene anche pensare che le soluzioni possano arrivare dall'esterno. Anche se sono momentanee. Anche se non sono soluzioni reali. A volte va bene anche godersi l'attimo, sull'onda di un momento. Perchè poi il momento passa. Mi hai detto "era questo il momento" ed io lo capisco, eccome se lo capisco. Perchè anch'io ho avuto il mio momento, almeno così credo a volte. Io non ho avuto l'incoscienza, l'insanità di coglierlo. Ed ancora una volta ho fatto la persona sana, brava, giudiziosa, che pensa al dovere, a cosa è giusto per gli altri. Ma in fondo so che era giusto anche per me non cogliere quel momento. Almeno per una parte di me.

 Ero felice che tu stessi assecondando la tua parte "insana", i tuoi bisogni fragili. Ero felice che qualcuno, a differenza di me, agisse sull'onda del momento. Una parte di me era felice e concorde.

Ed è per questo che mi spiace che sia andata così. E' per questo che so, immagino come ti senti. E mi sento male anch'io perchè mi spiace sentirti così. E perchè evidentemente faccio ancora i conti con la mia di esperienza e con i miei momenti.

Ti starò vicino. Anche se so che a volte, in questi momenti, non è la vicinanza che si vuole. Ma ti starò vicino anche solo mentalmente. E ti voglio bene. Ed io a volte mi consolo così, pensandola come Baricco....

"Accadono cose nella vita che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita ti risponde"

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categorie: riflessioni, amicizie
domenica, 06 aprile 2008

Il mondo che vorrei

mani

Un pomeriggio di chiacchiere. Non chiacchiere "leggere" su abiti, uomini, gossip. Ma discorsi profondi sui propri modi di essere, di vivere le cose. Discorsi che a me piacciono tanto. E le parole scorrono come fiumi, così come i pensieri. E mentre parlo sto già meglio. Mi si chiariscono le idee, mi sento più serena, più libera. E penso che chi mi ascolta mi capisce veramente, mi "sente". Lo capisco, glielo leggo negli occhi. E questo mi tranquillizza, mi fa stare meglio. E tiro fuori tante cose, tanti pensieri, perchè ne ho bisogno e perchè sento che posso farlo. Ascolto con attenzione quello che mi viene detto. Parole lucide ma vere. Parole di chi ha vissuto le mie stesse cose un attimo fa e forse ogni tanto le vive ancora. Parole di chi sta riuscendo ad intraprendere un cambiamento. E si sente la fatica, ma anche la forza di questo. Parole che faccio mie, che sposo. E mentre sono lì, in quel circolo di parole ed emozioni, comincio a sentirmi più forte. Comincio a sentire che posso farcela. Posso cambiare prospettiva, smussare gli angoli, ampliare gli orizzonti. E mi sembra quasi che sto già cominciando a farlo. Ed è tutto molto bello, profondo, arricchente.

Ma poi mi ritrovo sola. Ed i dubbi mi travolgono. E la forza, avvertita prima, viene meno. E tutto sembra difficile. E sento che non lo so se ce la faccio. E so che lo devo fare da sola. So che l'altro può sorreggermi, ma il cambiameto deve avvenire dentro di me. Devo trovare io la strada. E lo devo volere.

E mi torna in mente una canzone. Mi tornano in mente quelle parole che sento così incredibilmente vicine a me. E la ascolto. E penso.

IL MONDO CHE VORREI

Ed è proprio quello che non si potrebbe che vorrei
ed è sempre quello che non si farebbe che farei
ed è come quello che non si direbbe che direi
quando dico che non è così il mondo che vorrei

Non si può
sorvolare le montagne
non puoi andare
dove vorresti andare.
Sai cosa c'è
ogni cosa resta qui.
Qui si può
solo piangere...
...e alla fine non si piange neanche più.

Ed è proprio quando arrivo li che già ritornerei
ed è sempre quando sono qui che io ripartirei
ed è come quello che non c'è che io rimpiangerei
quando penso che non è così il mondo che vorrei.

Non si può
fare quello che si vuole
non si può spingere
solo l'acceleratore.
Guarda un pò
ci si deve accontentare.
Qui si può solo perdere...
....e alla fine non si perde neanche più

postato da Psicodebby81 alle ore 22:56 | link | commenti (7)
categorie: riflessioni, amicizie