
Stavolta no!
Non permetterò che mi tolgano il mio spazio standomene in un angolo a rodermi. No! E non lascerò che il mio sentirmi piccola ed inesperta prevalga offuscando le mie capacità. No! Non mi lascerò spaventare da chi ostenta una grande sicurezza di sè che forse è solo a parole. No! Non mi sentirò inadeguata. Non mi autoescluderò. Non mi tirerò indietro. E non rimarrò nemmeno sullo sfondo a guardare. Basta. Io parteciperò. Darò il mio contributo. E lo darò convinta che è importante quanto quello degli altri. Non penserò più di me che non sono brava a sfruttare le occasioni. Stavolta sfrutterò l'occasione. Stavolta difenderò ciò che è mio con le unghia e con i denti. Stavolta romperò i miei schemi e ne disegnerò di nuovi. Perchè la posta in palio per me è troppo importante. Ed io sono stanca di stare a guardare. Sono stanca di stare fuori dalle cose. Io voglio esserci . Esserci fino in fondo. Esserci con tutta me. Con la mia inesperienza ma anche con la mia grande voglia di fare, di imparare. E con la mia passione. Stavolta mi sentirò nel posto giusto. E troverò mille e uno motivi per essere lì. Stavolta devo crescere. E non mettere in atto la modalità bambina. Non è più tempo.
Stavolta devo smetterla di prefigurarmi le catastrofi prima ancora che avvengano. Stavolta devo scacciare il mio pessimismo. Ed essere più positiva. E propositiva. Io voglio realizzare i miei sogni. Da adesso.

Comincia una nuova settimana. Sento che sarà importante. Devo fare una serie di cose. Molte le rimando da un pò. Devo farle! Anche se non mi va. Anche se mi viene difficile. Anche se è più comodo continuare a rimandare. Devo assolutamente farle. Lo devo a me stessa. Alle mie speranze, alla mia coscienza. Spero di farcela, spero di non rimandare ancora. E chissà, magari qualcuno di questi semi germoglierà. Magari!
Sarà una settimana all'insegna dei cambiamenti. Non grandi cose eclatanti, ma piccoli viraggi. Sento già la nostalgia. E' incredibile quanto vivo con intensità anche i cambiamenti apparentemente più stupidi e banali. Che poi, in realtà, stupidi e banali, lo saranno per gli altri dall'esterno. Ma per me sono momenti di emozioni intense.
Devo separarmi da un sogno. E' incredibile descrivere quanto sia difficile. Nella realtà non cambia nulla, assolutamente nulla. Il sogno è lì nella mia mente. La realtà è completamente diversa. Ma la realtà alimenta il sogno. E se cambia la realtà il sogno a poco poco sbiadirà e diventerà solo un ricordo, niente di che. Mi dispiace dover rinunciare a questo sogno, mi dispiace dovermene separare. Tante volte è stata la mia luce nei momenti di buio, è stato il mio motivo di sorriso tra le lacrime, è stata la mia energia nei momenti di mancanza di forze. Ma era ed è solo un sogno ed anche se fa male anche solo scriverlo, è così. E' la realtà. Ed, in fondo, è anche una mia scelta abbandonarlo. Perchè non ha più senso, perchè forse lascerò questo sogno e troverò qualcosa di reale. Proprio quel reale che questo sogno non potrà mai darmi. Ma fa male. E mi dispiace.
"..A parte che i sogni passano se uno li fa passare..alcuni li hai sempre difesi altri hai dovuto vederli finire...Niente paura..Niente paura Niente paura ci pensa la vita mi han detto così..Niente paura Niente paura Niente paura si vede la luna perfino da qui....."
"Si chiude una porta e si apre un portone". 
Tante volte mi sono sentita dire questa frase, molte volte non è stata veritiera. Oggi si! E da una parte sono strafelice. Sicuramente non è un portone quello che mi si è aperto, ma una porticina. E' una porticina importante, soprattutto per me. E' una porticina aperta che mi lascia sperare, intravedere, progettare. Da domani sarò felice di questa porticina, la riuscirò ad apprezzare. Oggi no. Oggi non ce la faccio
Oggi la mia mente rimane ancorata alla porta chiusa, all'ennesima partita persa. Il mio sguardo si posa là, non posso farci niente. Perchè ho creduto, sperato, perchè mi sono impegnata, ho fatto tutto quello che potevo (anche se poi so che avrei potuto e forse dovuto fare di più). Perchè avevo bisogno che si aprisse questa porta, proprio questa. Per me, per riconciliarmi col mio passato, per dare un senso alle mie scelte (sempre ammesso che siano state scelte!) passate. E so che anche quella che è rimasta chiusa, in fondo, è solo una porticina. Ma io sognavo già di attraversarla e di attraversare proprio questa. Ed era un gran bel sogno. E mi arrabbio. E mi rattristo.
Da domani guarderò alla mia porticina aperta. E mi sentirò più contenta.Oggi la mia mente non ce la fa.
P.S. Prescrivo a tutti coloro che si sentono tristi, scarichi o pessimisti la canzone "Funky Bahia" di Mendes. Ottimo antidepressivo, davvero.
La mia è la rabbia di chi per 5 anni all'università non ha fatto altro che
studiare e solo in rarissime occasioni ha sentito di potersi concedere uno svago, un divertimento o semplicemente un momento di relax...Ho corso contro il tempo nel tentativo di recuperare sbagli passati e di non sprecare più un millesimo di secondo..Ho rischiato quasi l'esaurimento tra crediti formativi, esami ed ancora esami, lezioni, laboratori, frequenza obbligatoria, tirocini vari e tesi....Ho fatto tutto ed ho fatto anche bene! Vedevo la laurea come una liberazione, pensavo (che scema!) che dopo quel momento tutto sarebbe stato in discesa....Pensavo che avrei lavorato, che mi sarei sentita realizzata, che avrei avuto le mie soddisfazioni...E soprattutto pensavo davvero che i problemi seri per me erano gli esami, i 28 piuttosto che i 30, l'argomento della tesi, il prof. che non si presenta agli appuntamenti e via dicendo...
Non potevo immaginare che un giorno avrei pensato che in fondo all'università si stava bene....che la "mamma corso di laurea" in fondo ti proteggeva dal mondo brutto e cattivo...Certo sentivo i discorsi di chi, più avanti di me, parlava di un lavoro che non c'è, di frustrazioni su frustrazioni ed a volte anche di disperazione...Ma chissà perchè, come per tutte le cose,...pensi che per te sarà diverso..Perchè tu sei bravo e soprattutto perchè tu nel tuo lavoro ci credi veramente, non l'hai scelto a caso, ma l'hai scelto con la passione di chi sente che è questo che vuole fare della propria vita...
Oggi mi sento arrabbiata, a tratti anche sconfortata e smarrita....
Mi dò tanto da fare, faccio domande su domande, mando curriculum su curriculum ed il telefono non suona mai....E la cosa triste è che sai che non suonerà....Perchè non hai tutti quei requisiti fantasmagorici che pretendono...Non hai 40 anni, ma 27!.....E sai che sei sconfitta in partenza....E soffri per selezioni fatte solo per titoli in cui hai già perso (perchè bene che vada ci sarà sempre una persona che avrà una cosina in più di te...male che vada ce ne saranno 100)...E ti ritrovi in colloqui dalla dubbia serietà, in cui ti chiedono tutto al di fuori dell'argomento della selezione, con la sensazione che il prescelto esiste già.... E ti ritrovi a dire...."io ho solo la laurea"...Ma come solo la laurea? Ma la laurea non è il più alto titolo di studio....?
E pensi di fare un master, ma sai che dopo sarà ancora più frustrante...Perchè conosci già tanta gente che ha speso soldi su soldi facendo master e specializzazioni ed è praticamente nella tua stessa situazione...
E ti guardi attorno e scopri tristemente che gli unici che lavorano, anche quelli più insospettabili, sono..."amici di".....E allora pensi che è un tunnel senza uscita, perchè io non sono amica di nessuno...o meglio nessuno che possa aiutarmi...E non sono capace di diventare amica di qualcuno per farmi aiutare, vorrei ma non ce la faccio...Io sono una che cerca di fare le cose al meglio, ma non ostenta, sta lì zitta zitta e se qualcuno mi nota bene, altrimenti....pazienza! E questo sento che è stato e sarà sempre un mio grosso limite, il fatto di non sapermi pubblicizzare...
Ed allora pensi di andare fuori, nella terra del lavoro facile.. E sarebbe una scelta sofferta perchè a quel punto dovresti mettere al primo posto la professione ed al secondo la serenità personale....Ma sei disposta a farlo perchè in fondo sei ancora nella condizione di poter ridisegnare la tua vita anche lontano dalla tua terra e magari potresti anche trovare la serenità...Ma anche questa terra in realtà non esiste più o comunque non esiste più nel mio campo......Per cui anche la carta "paese dei balocchi" ha fatto cilecca....
Ed allora davanti a te ci sono due strade....Ascoltare tuo padre che continua a propinarti lavori in cui ti sentiresti mutilata, in cui la parte di te viva, carismatica e passionale morirebbe per sempre....
Oppure darsi al volontariato.....Già perchè come volontaria vai bene a tutti, anche se non hai requisiti fantasmagorici, anche se non sei "amica di"...Qualcuno continua a dirmi che se faccio la volontaria scado, perdo di professionalità, faccio il loro gioco...
Io per ora, volente o nolente, ho scelto questa strada perchè...voglio continuare a sognare..Voglio ancora credere che tutto quello che sognavo di diventare quand'ero all'università potrò in quache modo realizzarlo...Ed allora piuttosto che stare a casa a guardare il tempo che passa ed a notare che il telefono non suona mai, preferisco farmi sfruttare con la consapevolezza che anch'io sto traendo qualcosa...già la famosa "esperienza"..
Ma in giorni come questi il volontariato mi sta davvero stretto, la rabbia prende il sopravvento e mi chiedo se sto percorrendo la strada giusta...
Da un pò di mesi la mia vita è un continuo...
Sperare
Illudersi
Rimanerci male
Ri-sperare
Ri-illudersi
Ri-rimanerci male
Mi chiedo quando s' interromperà questo circolo vizioso!!!
E intanto non mi resta che continuare a SPERARE!